Esperienza al pronto soccorso di Velletri…
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Domani si terrà la manifestazione come annunciato, ma ci piacerebbe che tutti i manifestanti, oltre che a invocare la NON chiusura di alcuni reparti, chiedessero a gran voce un’ospedale ed un pronto soccorso più efficiente e più accogliente!

Perchè dico questo? Per un’esperienza accadutami proprio il 18 Febbraio di un anno fa, un giorno che mi ha spinto ad essere critico riguardo l’efficienza del nostro ospedale, e a vivere con riserva questa manifestazione, ecco l’accaduto:

Esperienza al pronto soccorso di Velletri

Accompagno, dopo un incidente stradale fortunatamente non grave, una persona al pronto soccorso dell’ospedale Paolo Colombo di Velletri per le verifiche del caso.

Arrivo all’ospedale e, non avendo mai usufruito del pronto soccorso, mi chiedo come funziona. Entro e vedo tutte persone più o meno gravi che attendono in una sala d’attesa sporca e fredda, seduti su delle panchine rigidissime e sedie rese instabili dall’usura del tempo.

Molte persone erano in piedi, non c’erano posti per tutti. Mi guardo in giro alla ricerca di un cartello che indichi la procedura di accettazione ma non trovo nulla. Intanto faccio accomodare la persona che accompagno,  è scossa dall’incidente e le condizioni della sala d’aspetto ed il freddo che entrava dalla porta scorrevole di certo non le danno una mano.

Sono le 11 della mattina e finalmente capisco che occorre suonare ad un campanello per accedere alla sala accettazione. Evidentemente hanno capito che si sta più caldi dentro che li dove persone anziane, bambini e adulti più o meno gravi, sono sottoposti ad un ulteriore stress fisico dovuto alle condizioni della sala.

Entro, spiego la situazione della persona che accompagno, registrano la persona infortunata e mi dicono di aspettare il nostro turno nella sala d’attesa “quella fredda e sporca e scomoda”.

A questo punto superata la prima fase caotica, mi siedo ad aspettare con l’infortunato fiducioso che da qui a qualche minuto saremmo stati chiamati.

Passano 30 minuti.. un ora.. due ore.. tre ore.. la fame si fa sentire. Meno male che poco distante c’è un bar interno. Esco, compro due panini e dell’acqua e torno nella sala.

La gente continua ad entrare, ogni tanto esce qualcuno e ogni tanto entra qualcuno ma a ritmi lentissimi. Una signora anziana si lamenta, ha dolori fortissimi ai reni, forse una colica renale, è lì da poco dopo di noi. La sua sofferenza non fa altro che stressare le persone che come lei erano li per essere assistite.

Pazientiamo civilmente. Quattro ore e mezza!! nessuno ci chiama. A questo punto chiedo informazioni, mi dicono che abbiamo altri 6 pazienti prima di noi e che ci vorrà ancora tempo!! “quanto tempo!?” chiedo io, “questo non glielo so dire!” mi rispondono con fare scocciato.

A questo punto domando se c’è un altro pronto soccorso nelle vicinanze, in quanto le condizioni della persona che ho accompagnato stanno peggiorando visibilmente,  è ormai allo stremo delle forze.

Mi dicono che il pronto soccorso di Colleferro probabilmente è il più scarico. Non ci penso due volte, risaliamo in macchina e l’accompagno a Colleferro.

Mentre ci rechiamo a Colleferro ci prepariamo psicologicamente per il peggio. Fortunatamente trovo subito parcheggio, scendiamo, ci avviamo verso il pronto soccorso e con fare rassegnato apriamo la porta del pronto soccorso.

Un’altro mondo! la sala era pulitissima, pareti nuove, sedie non proprio comode ma almeno la sala è calda! c’e un televisore al plasma!! Le persone in attesa, erano molte anche li ma non saprei spiegare, erano molto più serene.

I bagni del pronto soccorso di Velletri erano quasi impraticabili e ce n’è solo uno per uomini e donne! Lascio immaginare il resto!

Quelli del pronto soccorso di Colleferro, si quelli perchè erano due! uno per signore e uno per signori, pulitissimi con carta igienica!!

All’accettazione sono chiari ci sono almeno 7 pazienti davanti a noi, ma ci fanno accomodare in una sala riservata per l’accettazione dove l’operatrice ci chiedere informazioni sull’accaduto in completa privacy! Gentilmente poi, ci consegnano un cartoncino con sopra una X sul “codice verde”. A Velletri non c’era dato a sapere che codice le era stato assegnato.

Comunque ci registriamo alle 16:30 aspettiamo le nostre tre ore ancora ma in un contesto totalmente differente che ha contribuito ad alleviare almeno in parte il disagio di aver avuto un incidente.

Alle 20 siamo fuori. Lascio a voi le considerazioni del caso.

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2 Comments
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  1. Non ci sono commenti da aggiungere. Purtroppo e’ la cruda realta’. In merito alla pulizia del pronto soccorso piu’ volte come gruppo abbiamo detto che forse e’ il caso mettere un vaso fuori all’ ingresso del PS per buttare i residui delle sigarette , ma sembra che nessuno ascolti. E non mi si venga a dire che e’ un problema di soldi. E’ questione di volonta’ politica e basta. Vogliamo parlare anche degli infermieri che si recano fuori dal presido ospedaliero con le scarpe e i vestiti con i quali poi vanno nelle corsie se non addirittura nelle sale operatorie ? Certo l’ ospedale va salvato e i tagli vanno fatti tenendo anche conto delle situazioni , ma questo non vuol dire che i sindacati dovrebbero anche farsi sentire dai loro associati quando si comportano in determinati modi o non rispettano le regole.

  2. Anche io ho avuto a che fare con il pronto soccorso per via del perforamento del timpano………già i dolori che provavo erano fortissimi….per di più mi avevano messo in una sala con altre persone che si lamentavano più di me……dopo circa un ora che stavo li ho chiesto se mi potevano dare della garza perchè sentivo fuoriuscire dal mio orecchio tanto sangue e mi hanno risposto molto male…dicendomi che non avevano tempo…….mi sono dovuta arrangiare con un fazzoletto finche un infermiera si è impietosita emi ha portata della garza……..per non parlare poi della scheda di accettazione…….gli ho detto a quali medicinali ero allergica e quali no……..cosa poi vado a leggere sul foglio di dimissioni…l’esatto contrario da quello che gli avevo detto io……mam mi hanno ascoltato? e meno male che sono una persona che sà ragionare con la propria testa e so cosa posso prendere e cosa no…….cocludo dicendo che comunque sono entrata alle ore 17,30 e ne sono uscita alle 24.30..

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