Il sindaco Fausto Servadio scrive al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per chiedere un incontro sui problemi della sanità territoriale

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Prot. n. 173 del 27 marzo 2013

Spett.le
Regione Lazio
Presidente della giunta regionale
On. Nicola Zingaretti

Oggetto: relazione sulla situazione della sanità di Velletri e richiesta di un incontro urgente

Il presente documento ha lo scopo di informare il presidente della Regione Lazio sulla situazione sanitaria di Velletri. Una breve relazione nella quale sono indicate le maggiori criticità e anche le prospettive di sviluppo che l’amministrazione ha già programmato e vorrebbe condividere con l’ente regionale. Il territorio di Velletri ha subito effetti disastrosi negli ultimi anni, in particolare dopo il decreto di riordino emanato dalla precedente amministrazione regionale che ha ridotto notevolmente i posti letto e dequalificato alcuni servizi. Oltre alle precarie condizioni dell’ospedale di Velletri si segnala anche la chiusura del San Raffaele oggetto di una complessa vicenda legale che ha visto già il Tar del Lazio accogliere un nostro ricorso. Tuttavia, nella prospettiva di un rilancio del servizio sanitario pubblico si propone anche la costruzione di un nuovo edificio su area comunale, da destinare al distretto sanitario. Auspico di avere un incontro a breve per meglio approfondire le tematiche qui esposte solo in modo sintetico e per avviare una concertazione tra territorio e Regione che è mancata in questi anni generando incomprensioni tra le stesse istituzioni.

Ospedale Colombo
È opportuno partire da una considerazione generale sulla posizione strategica dell’ospedale di Velletri rispetto al territorio, sia per il bacino di utenza che serve, sia per la distanza da altre strutture meglio attrezzate. Nel precedente piano sanitario, Velletri risultava come Dea di I livello e su di esso erano stati stanziati dei fondi per la riqualificazione dell’ospedale e per il potenziamento delle strutture necessarie a prestare le cure più urgenti. Promesse che non hanno mai avuto applicazione, un rimbalzo di responsabilità odioso che ha prodotto una forte sfiducia verso i rappresentanti della Regione che si sono succeduti negli anni, senza distinzione di casacca politica, purtroppo. Archiviata la farsa del finanziamento suddetto sono state messe in atto delle azioni senza una corretta programmazione e seppure sono stati fatti degli investimenti questi non hanno prodotto quel risultato atteso. Adesso è necessario cambiare metodo di lavoro, avere consapevolezza dello stato della struttura e procedere con quei lavori urgenti che determinano un miglioramento qualitativo del servizio come i lavori delle sale operatorie non più rinviabili.

Interventi da realizzare

Locali SIT (Centro trasfusionale)
Realizzare i lavori di ristrutturazione e messa a norma dei locali da destinare al centro trasfusionale e accorpare tutti i servizi di laboratorio oggi ospitati in locali adiacenti il pronto soccorso.
Sale operatorie
Oggi sono in funzione solo due sale operatorie che determinano una lista di attesa media di oltre 1,5 anni, per alcuni interventi anche superiore ai 2 anni. È necessario sbloccare immediatamente i fondi per la messa a norma di una sala operatoria non abilitata e per la costruzione di una nuova sala operatoria. Il progetto è già in possesso della direzione regionale della sanità.
Sistema di condizionamento reparto chirurgia
Realizzare un sistema di condizionamento del reparto di chirurgia.
Pronto soccorso
Sbloccare i finanziamenti e avviare immediatamente i lavori di sistemazione e riqualificazione del pronto soccorso che deve essere anche dotato di sistemi Utic e Emodinamica. Progetto approvato e finanziato con delibera regionale.
Reparto urologia
Nel 2010 è stato inaugurato il reparto di urologia anche grazie al contributo di un privato cittadino, locali completamente ristrutturati e dotati di tecnologia adeguata che non sono utilizzati per mancanza di personale, in totale 14 posti letto che sono inutilizzati e la divisione di urologia è stata trasferita presso il reparto di chirurgia con evidenti difficoltà mentre il personale è stato trasferito in altri reparti.
Personale
La nota più dolente è la carenza del personale, problema che non interessa solo Velletri ma che amplifica gli effetti di una condizione già difficile. Periodicamente si assiste al balletto dei rinnovi e delle proroghe che determinano ansia tra gli operatori che hanno incertezza sul proprio futuro lavorativo e tra i cittadini che temono l’ulteriore riduzione dei servizi. Con riferimento al prot. 22062 del 6 marzo 2013 della Asl Roma H si evidenzia come il reparto di ortopedia dell’ospedale di Velletri sia sotto minaccia di chiusura per mancanza di personale. Più ingenerale è opportuno avviare una revisione della suddivisione del personale anche in seno all’azienda sanitaria Attualmente viene fatto un eccessivo ricorso all’utilizzo dello straordinario e del pagamento dei gettoni, una prassi che deteriora la qualità del servizio poiché appesantisce il personale già provato da un duro lavoro. Peraltro non si comprende come mai non si adoperi una revisione al blocco delle assunzioni e ci si doti di personale invece di utilizzare le risorse per pagare lo straordinario e i gettoni.

 

                                                                                                                          San Raffaele
Dopo la chiusura del San Raffaele, il Comune ha impugnato il decreto al Tar del Lazio che ha annullato il provvedimento e ordinato la riapertura della struttura. Successivamente la Regione ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che ha sospeso cautelativamente il provvedimento del Tar e siamo in attesa del pronunciamento. La chiusura della struttura ha causato gravi effetti sia sui cittadini, con la perdita di oltre 200 posti letti, che sull’occupazione.

Polo sanitario: costruzione di un nuovo edifico per ospitare il distretto sanitario
Proponiamo la costruzione di un nuovo edifico in un terreno adiacente l’ospedale “Colombo” nel quale ospitare i servizi del distretto sanitario che oggi sono delocalizzati in una struttura privata e lontani dall’ospedale. Il progetto prevede il raggruppamento di tutti i servizi in un unico comprensorio al fine di migliorare i servizi dei cittadini e di applicare delle economie di scala anche in funzione dell’utilizzo del personale.

In conclusione si evidenzia come la progressiva e inesorabile restrizione dei servizi e dei posti letto, ci pone fuori dagli standard minimi. L’ospedale di Velletri serve un bacino di circa 100 mila abitanti e con meno di 100 posti letti abbiamo un indice che è inferiore a 1 posto letto per mille abitanti; dato che si commenta da solo e che va riequilibrato secondo una razionalizzazione dei servizi e una ridistribuzione delle risorse che invece abbondano in altri territori.
Nella doppia veste di sindaco della città più grande della Asl e presidente della Conferenza dei sindaci ribadisco la necessità di un incontro utile a pianificare le azioni da mettere in campo per invertire una tendenza che i cittadini non riescono più a comprendere.
Certo di avere un riscontro nel breve periodo, invio cordiali saluti.

                                                                                                

                                                                                                      Fausto Servadio
                                   Sindaco di Velletri e  Presidente della Conferenza dei sindaci della Asl Roma H

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1 Comment
1 Comments
  1. Buonasera , saluto oltre tutto il Sindaco Servadio e lo ringrazio per la sua missiva nel chiedere che queste problematiche vengano risolte in tempi molto brevi .
    Ovviamente intendo puntare il dito su un punto che credo sia doveroso .
    Il punto si chiama Bondi , ove credo sia doveroso oltre che inviare la lettera al presidente Zingaretti si debba anche chiedere a codesto Sig. bondi un’incontro faccia a faccia con le rispettive autorità cittadine .Sono partiti il 2 gennaio 2013, i pagamenti, da parte del commissario straordinario della Sanità del Lazio, Enrico Bondi, in favore di Unicredit Factoring a fronte delle fatture pregresse del gruppo sanitario San Raffaele. Si tratta di 20 milioni di euro. Bondi ha spiegato cher “il 50% della somma è sotto sequestro cautelativo, in ottemperanza ai provvedimenti emessi dalla Procura di Frosinone. La somma sequestrata è a disposizione della stessa Procura presso la Tesoreria della Regione Lazio

    La sanità pubblica e privata della regione ha infatti già subito ripetuti tagli, che hanno avuto pesanti ripercussioni sul servizio reso agli utenti.

    Pensate alle lunghe liste d’attesa, all’aumento dei costi di assistenza per i malati, alla generale riduzione della qualità del servizio offerto.

    Ulteriori tagli peserebbero come un macigno su un settore che appare già allo stremo. E, a pagarne le spese, saremo sempre noi cittadini.
    Credo sia doveroso ricordare che ” non l’ho con il primo cittadino , assolutamente “che in questo momento serve un comitato di salute pubblica ,la situazione e non debbo certo io a ricordarlo e sistematicamente drammatica , si muore negli ospedali ,invece di essere curati .
    Vi ringrazio

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